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Carrelli abbandonati: quando la mail funziona

Il recupero non è mandare più mail: è mandarne una a chi stava comprando davvero, al momento giusto e con un limite. Sennò è spam con un altro nome.
Sette carrelli su dieci si fermano prima del pagamento. La reazione tipica è la raffica: tre mail a tutti, subito. Funziona una volta, poi brucia la lista: aperture giù, disiscrizioni su, e il mittente perde reputazione proprio con i clienti a cui teneva di più.
SincronAI tratta il recupero come una regola, non come una campagna. Parte dall'evento, il carrello lasciato, e guarda chi c'è dietro: cliente abituale o primo acquisto, importo, cosa c'è dentro. La mail esce una volta, col prodotto giusto, e chi nel frattempo ha comprato viene escluso da solo.
Il limite è parte del disegno: c'è un tetto agli invii per persona, e chi non apre da mesi non riceve proprio. Recuperare un carrello vale meno che conservare il permesso di scrivere: è il conto che ogni automazione di recupero deve rispettare.
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