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Email marketing ecommerce: quante mail mandare senza bruciare la lista
La frequenza di invio giusta non è un numero fisso: dipende da come reagisce la lista, non da quanto contenuto c'è da mandare.
Molti negozi online decidono la frequenza delle email in base al calendario marketing, non al comportamento reale degli iscritti. Il risultato è una lista che smette di aprire, segnala come spam o si disiscrive in massa dopo settimane di invii troppo fitti. Il bounce rate sale, la deliverability peggiora e le email successive arrivano sempre meno in inbox, anche quelle davvero utili.
SincronAI monitora aperture, click e disiscrizioni per ogni segmento e adatta la cadenza di conseguenza, invece di applicare una frequenza fissa a tutta la lista. Su una base di 18.543 invii il sistema ha mantenuto un bounce rate del 2,9%, segno che la frequenza era calibrata sulla reattività reale degli iscritti e non su un piano editoriale scollegato dai dati.
Non esiste una frequenza universale che funzioni per tutti i negozi: dipende dal settore, dalla stagionalità e da quanto la lista è stata curata in passato. Il sistema può ridurre gli invii quando rileva stanchezza nella lista, ma non può recuperare una lista già danneggiata da mesi di spam prima del suo intervento. Il costo resta comunque contenuto: circa 20 euro per 50.000 email.
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